
La serata organizzata dalla Lega Nord in Piazza Maggiore a Bologna,
a sostegno del candidato Sindaco Manes Bernardini, è cominciata
con l'Inno di Mameli. In quel momento sul palco c'erano
il leader Umberto Bossi, la vice presidente del Senato, Rosi Mauro,
e Bernardini. Nè Bossi nè Bernardini hanno cantato l'inno.
Tremonti è giunto più tardi.
Contestazioni al momento dell'esecuzione di "Va pensiero" che è seguita
all'inno nazionale.
BOSSI
«Vinciamo al primo turno», ha risposto secco ai cronisti.
«Tanti anni fa venni per la prima volta in Emilia, e dissi:
'ce la faremo, prenderemo l'Emilia'. Il segreto è crederci
ed essere costanti».«E' passato tanto tempo, è cambiata l'aria».
«La Lega è al governo, quindi può essere molto utile avere
una forza lì che può mettere in campo dei mezzi e dei progetti.
Votate Manes perchè è una buona scelta per far tornare anche
la politica del fare a Bologna».
TREMONTI
«Quando sono venuto a Bologna tempo fa mi hanno detto che
c'erano state le primarie e che aveva vinto Merola. Pensavo di
essere a Napoli e invece ero a Bologna». Bologna «è sempre stata
un crocevia», ma ora «troppe persone vengono da fuori e un
prossimo Sindaco potrebbe chiamarsi Alì. Anzi Alì Babà così
i babbà li dà a Merola.»
BERNARDINI
"Con questo vento che tira, Merola mai diventerà sindaco di Bologna.
Voleva la moschea. Noi porteremo a Bologna il Ministero dell'Istruzione".
Bossi, a Bologna, punta tutto sulla vantata concretezza della
Lega e sul suo ruolo decisivo nel Governo di Berlusconi. Per la verità
il programma di Manes Bernardini, uomo scelto a Roma, è, a pochi
giorni dal voto, ancora ignoto.
Lui, e ancor più i candidati della sua lista, hanno ripetuto
che gli stranieri occupano troppi posti negli asili nido e negli
ospedali (quelli a rischio per il taglio dei fondi al sociale e
all'educazione operato da Tremonti).
Si rivolgono ad un elettorato popolare che ha bisogno di risposte ma
sono quelli che gli hanno messo pesantemente le mani in tasca.
Anche questa sera Bernardini, definito da Bossi "uno che ringhia",
ad onta del suo supposto galantomismo, ha utilizzato gli argomenti
più classici, e retrivi, della Lega contro Merola. Molto meno ha detto
su cosa fare per la città.
La sua "promessa" di portarvi il Ministero dell'Istruzione, non ha
specificato se con la Gelmini incorporata o meno, merita una sola
risposta:"Grazie, ci basterebbe riavere il tempo pieno e mantenere
aperti corsi e scuole".
D'altra parte le promesse di Bossi e Bernardini, 'vagamente' clientelari,
nel più classico stile del comizio elettorale della vecchia polita,
sembrano nulla più di una millanteria. Difficile pensare
che il governo del Bunga Bunga e della moltiplicazione dei posti ai
parlamentari acquistati possa avere il tempo e le idee di pensare
a progetti per Bologna. Intanto la Lega al governo nulla fa per difendere
il ceto medio, le famiglie, gli anziani dai tagli dei servizi.
Molto gravi, se pur mediocri, le battute del Ministro Tremonti.
Quest'uomo, che molta stampa descrive come il presentabile successore
di Berlusconi, per la forza che avrebbe a motivo di una credibilità
nelle capitali e nei mercati, ha inscenato uno squallido comizietto
dove il disprezzo verso gli stranieri si è unito al disprezzo verso
i cittadini bolognesi di origine meridionale. Non sappiamo le reazioni
emotive della Vice Presidente del Senato Rosi Mauro, una celta di
squillante origine borbonica.
La Lega, una forza dell'odio e dell'incompetenza, del disprezzo
e del malgoverno, è oggi la Destra che si propone ai bolognesi.
Una proposta che va respinta, con fermezza morale, innanzitutto
per il rispetto e l'amore che si deve alla nostra città.
(Notizia tratta da ANSA, nostro commento di D.F.)