lunedì 30 maggio 2011

Cultura: far emergere Bologna.

«Sono consapevole dei problemi di
natura economica che affligono e preoccupano le strutture
culturali cittadine, problemi spesso causati dalle politiche
statali che inevitabilmente si sono riflessi sulle politiche
degli enti locali»: così il neo assessore alla Cultura del
Comune di Bologna Alberto Ronchi a margine della presentazione
della rassegna «Il chiostro dell'Arena», manifestazione estiva
del teatro Arena del Sole.
«L'Arena occupa un posto importante in una città
straordinariamente ricca di strutture e attività culturali - ha
proseguito - Il compito dell'amministrazione è di coordinare e
fare regia fra tutti questi soggetti. Solo individuando insieme
un sistema condivisibile possiamo farcela: l'obbiettivo comune
deve essere quello di far emergere Bologna per quello che vale,
in modo da farne punto di riferimento a livello nazionale per
quel che riguarda le politiche culturali». E a proposito di
alcune polemiche scaturite da alcune sue dichiarazioni dei
giorni scorsi Ronchi ha detto che la «discussione sulla cultura
è un bene per la città. Se dico cose non giuste sono pronto a
cambiare idea. Va però ricordato che regia e indirizzi spettano
al sindaco e alla giunta comunale, mentre alle strutture spetta
realizzare i contenuti». «Non ho nulla contro Mambo e non
voglio trasformarlo in Ferrara Arte: non esiste al mondo però
che soggetti tecnici intervegano sulla politica. Avviene solo in
questa città, e non va bene». L'assessore, che già nei
prossimi giorni comincerà ad incontrare le varie istituzioni
culturali bolognesi, ha ripreso e precisato il tema del
finanziamento agli Enti Lirici: «Lo Stato, che è
socio fondatore della Fondazione Teatro Comunale di Bologna, non può
togliere finanziamenti ad una istituzione della quale fa parte e
nello stesso tempo destinarne ad una (il Regio di Parma) che opera
a pochi chilometri di distanza nella stessa regione: il Festival Verdi
deve essere garantito - ha spiegato Ronchi - ma anche la
fondazione bolognese altrimenti il comportamento è scorretto.
Se poi lo Stato vuole trasferire la Fondazione da Bologna a
Parma allora abbia il coraggio di dirlo con chiarezza e di
farlo».
Sulla ventilata trasformazione della Cineteca di Bologna in
fondazione il neo assessore ha detto che «non si può cambiare la natura
giuridica in base alle emergenze: bisogna prima riconoscere
l'importanza di questo ente e solo con una nuova politica
parlare di una eventuale trasformazione in fondazione». Nei
prossimi giorni Ronchi incontrerà gli interlocutori della
Regione per capire gli indirizzi che questa vuole avere nei
confronti del capoluogo e quindi cominciare a programmare: «Non
vedo all'orizzonte nessun problema».