sabato 7 maggio 2011

"Grisaille"


Ci son cose che avvengono due volte. Ma, se la prima è un dramma, la seconda può essere una farsa. Lo scrisse Carlo Marx, ma anche a Bologna abbiamo i nostri déjà vu. Protagonista assoluto dei “fatti e rifatti” è l’Ing. Aldrovandi. Al mattino, al momento di uscire di casa, si chiede con quale piede, il destro o il sinistro, varcherebbe la soglia Guazzaloca. Aldrovandi ne imita posizionamenti e frasi fatte. All’epoca del Guazzaloca contro Cofferati provarono la carta del voto disgiunto, uno da darsi al partito, allora i Ds, l’altra croce da farsi sul sindaco, “quello” naturalmente. Non fu un gran successo. La mossa, un po’ untuosa, non piacque. Eppure Aldrovandi la riazzarda. Come una “Serie” pescata nella riffa parrocchiale: “Non hai vinto? Ritenta!”. “Date il voto alla Frascaroli- intesa come partito-e a me.”. Della farlocca scelta non è data motivazione alcuna. Il bello di questi civici è che si considerano sempre meglio degli altri. Se qualcuno non li vota non è colpa loro. È che i bolognesi sono un reggimento. Ma se si rendessero edotti della loro illimitata libertà, correrebbero a votare per il candidato Aldrovandi, detto “grisaglia”: l’uomo talmente incolore che ha dovuto stampare in bianco e nero anche i manifesti.