
Segretario, siamo daccapo. Nuova gaffe di Virginio Merola sul Bologna. E soprattutto quel messaggio, uno spinello non è così grave.
«Merola è schietto, dice quel che pensa con sincerità. Non s’intende di calcio, lo sappiamo, ma non si candida a fare l’allenatore del Bologna. La battuta sullo spinello? Ha parlato di una sua esperienza di 30 anni fa. Io penso però che ai giovani bisogna dire che ci sono tanti modi più salubri per essere anticonformisti e liberi». Raffaele Donini, segretario provinciale del Pd, fa quel che può: difende il candidato. Poi, da consigliere provinciale, si schiarisce le idee salendo sulla torretta di palazzo Malvezzi, vista mozzafiato su tetti e terrazze più o meno esclusive. Ecco finalmente una visione di città. Banchetto dopo banchetto, Donini resta ottimista: «La vittoria al primo turno è alla nostra portata».
Vendola ma anche Grillo e soprattutto Bossi e Tremonti sul Crescentone. C’era una volta la piazza Rossa, il monolite? Insomma, se Bersani le chiedesse che cosa deve aspettarsi venerdì, lei cosa risponderebbe?
«Bersani troverà una piazza accogliente. C’è il desiderio di far ripartire Bologna, l’entusiasmo di costruire un progetto alternativo anche a livello nazionale. Le piazze di Bersani, Vendola, Di Pietro, si uniranno. La rabbia e la disaffezione a sinistra? Da recuperare senza arroganza. Quanta gente ci sarà venerdì? Tanta, se sarà più o meno di Vendola non m’interessa. Prodi? E’ all’estero ma il suo sostegno è stato molto importante. Delbono deriva berlusconiana? C’è una differenza, noi abbiamo chiesto le dimissioni, di là sarebbe diventato ministro».
Segretario, non c’era da Vendola. Si è perso il trionfo di Amelia Frascaroli.
«Ero a Borgo, faccio 12 iniziative al giorno...».
Vendola con Amelia è la vitamina per provare a evitare il ballottaggio?
«Vendola è un alleato prezioso. Ma dobbiamo vincere con il contributo di tutti, a partire dal Pd».
Merola incassa molte critiche a sinistra, sia che partecipi allo sciopero della Cgil o ai comizi. Conclusione: non entusiasma.
«Contesto la conclusione. Alle primarie hanno votato 29mila bolognesi. Ci si potrebbe riempire il Dall’Ara. Merola ha esperienza amministrativa, è garanzia di stabilità e di buon governo».
Si riferisce ad esempio al progetto di grande moschea? «E’ stato un errore», la prima dichiarazione dell’ex assessore da candidato.
«Il progetto si arenò anche per le richieste molto rigorose dell’amministrazione. Qui c’è una persona sola che non ha mai ammesso gli errori, si chiama Berlusconi».
Quindi: c’è una buca in via Rizzoli, è colpa di Silvio?
«Se le cose a Bologna vanno male è senz’altro colpa di Silvio e del suo amichetto Tremonti. Ha tolto 11 milioni ai nostri servizi sociali».
Merola ha cambiato idea molte volte, ad esempio su Civis e famiglia. Qual è la linea?
«Sul Civis è stato pragmatico. La linea sulla famiglia è chiarissima. Favorire quelle numerose. Ma noi vogliamo anche estendere il campo dei diritti. Il nostro modello? I Dico all’emiliana».
Segretario, quando si candidò a guidare il Pd annunciò: aprirò la gabbia del criceto. Qualcuno, osservando ad esempio la lista per il Comune, molto d’apparato, teme che il criceto sia morto.
«Ma se è la prima volta che il partito costruisce una lista federale, espressione diretta dei territori, rinnovata al 50%! L’età media è 42 anni e un quarto dei candidati è esterno».
Detto proprio da lei che ha fatto strage di civici. Uno per tutti, l’asso Sassoli.
«No, sono stato coerente. Abbiamo aperto il partito alla società, abbiamo impegnato le energie migliori del Pd, a cominciare da Cevenini».
Il suo candidato vero. A pochi giorni dal voto ormai può dirlo: Merola le sta simpatico?
Spiazzato: «Certo che sì! Amo la gente schietta e poco convenzionale».
Quindi ha torto chi dice: il Pd non ha sostenuto Merola, che suona come mettere le mani avanti su un eventuale ballottaggio.
«Tutto falso. Il Pd sostiene Merola convintamente. Sarà il sindaco di tutti».
Il Resto del Carlino 12 Maggio 2011, intervista di Rita Bartolomei a Raffaele Donini.